La Vedova Allegra

Lunedì, 13 Agosto 2012 -

operetta di Franz Léhar

su libretto di Victor Léo e Leo Stein – adattamento della Compagnia Italiana di Operette

prima esecuzione Theatre an der Wien di Vienna il 30 dicembre 1905RR

Costumi EUGENIO GIRARDI

Scene PASQUALE DI IORIO

Coreografie MONICA EMMI

Direzione d'Orchestra ORLANDO PULIN

Luci EROS RICCI

Fonica MASSIMO DI BACCO

Regia UMBERTO SCIDA

Una produzione COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE

Produttori esecutivi CLAUDIO CORUCCI – MAURIZIO BOGLIOLO

Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota.

Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per la “Cara Patria”, sarebbe la rovina economica.

Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus (cancelliere un po’ pasticcione), tenta di convincere il Conte Danilo Danilowich, segretario all’Ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova.

Danilo però non ne vuole sapere perché, fra lui ed Anna c’è già stato del “tenero” prima che lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di Anna.

Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo.

Durante una festa che Anna organizza nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l’onore della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti gli invitati che intende sposare un francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo furioso abbandona la festa.

Tutto sembra perduto, ma Niegus, più per caso che per merito, riesce a sciogliere l’equivoco e a far confessare ad Anna e Danilo il loro amore reciproco.

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