Circa mille anni
fa, il suolo dove ora sorge una ridente cittadina, era
occupato dal mare. L'entroterra intriso d'acqua stagnante
e maleodorante, costituiva un'estesa palude infestata dalle
zanzare e dalla malaria.
Il territorio era lo sbocco al
mare dei lucchesi, che, nel 1171, dopo alcune dispute con
i pisani decisero di difenderlo costruendo un castello
cilindrico alto circa 40 m.. Vi si accedeva per una strada
per niente agevole che, più tardi prese il nome
di Viam Regiam.
Nel nome di questa strada, secondo alcuni,
sta il toponimo della città.
Nel 1460 i lucchesi
decisero di bonificare le terre circostanti, offrendo appezzamenti
di terreno a coloro, che sfidando la malaria, e le scorribande
dei pirati, partecipavano all'opera di bonifica affidata
a tale ingegnere Lionello che ottenne, per la verità,
scarsi risultati.
Nonostante le difficoltà climatiche
l'approdo era lentamente migliorato aprendo la via ai traffici
merci che dal mare arrivavano a Lucca. Per questo motivo,
e per timore dei vicini pisani, intorno alla metà del
1500, il
Senato di Lucca decretò la costruzione di una nuova
fortificazione più vicina al mare, che proteggesse
il canale. Si tratta della torre, ancora oggi perfettamente
conservata, conosciuta con il nome di "Torre Matilde".
Nei primi anni del 1600, Viareggio si poteva considerare
un vero e proprio centro abitato e così dichiarato "portofranco".
Nel 1617 divenne capoluogo della Vicaria del litorale.
Nel 1700, dopo ulteriori opere di bonifica, Viareggio conobbe
una notevole espansione territoriale e demografica favorita
anche dal fiorire di nuove attività come l'agricoltura
e la cantieristica navale. In questo periodo la città fu
elevata al rango di Comune con diritto di riunirsi a consiglio.
Con l'avvento dell'era napoleonica, sotto l'impulso di
nobili e signori, attirati dal clima e dai bagni di mare,
l'abitato fu arricchito di nuove e stupende costruzioni
architettoniche che, ancora oggi, fanno mostra di se per
le vie e le piazze del centro.
Anche se la balneazione
era praticata da tempo, i primi bagni risalgono al 1823,
infatti, furono aperti il Dori e il Nereo che in ogni caso,
non permettevano l'ingresso ai due sessi se non in maniera
separata.
Nel 1860 la Lucchesia e Viareggio entrarono a
far parte del Regno d'Italia.
Alla fine del 1800 sorsero
altri stabilimenti balneari come il Nettuno o il Balena
e il lungomare fu reso ancora più ricco e sfarzoso
da costruzioni in stile Liberty. In questo periodo Viareggio
ha acquistato una valenza culturale e turistica, che, né le
due guerre, né l'avvento del fascismo e la proclamazione
della Repubblica Italiana, hanno minimamente ossidato.
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