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... A Viareggio
c'è un viale una volta chiamato Margherita detto
popolarmente la Passeggiata.
Inizia dalle spallette del molo e arriva, percorrendo più di due chilometri
paralleli al mare, fino alla Fossa dell'Abate.
Nella storia di Viareggio piazza Grande raccoglie i ricordi politici,
le serie emozioni popolari. La Passeggiata accoglie ogni gaiezza, tutte le frivolezze;
qui da numerosi anni si svolsero amori, feste, baldorie, carnevali.
Questo viale dalla parte che guarda i monti è delimitato da palme, lecci,
aiuole e giardini; dalla parte del mare vi sono le costruzioni, i cinematografi,
le botteghe, i negozi di moda, di articoli da spiaggia, i ristoranti.
Il mare benchè a pochi metri, non si vede, è al di là di
quelle costruzioni; all'improvviso appare tra un gruppo di stabili e l'altro
...
(Dal volume "Sulla spiaggia e di là dal molo" di M. Tobino.
Mondadori Milano 1966)
Viareggio è nota per il suo Carnevale ma anche come stazione balneare, l'offerta ricettiva è veramente imponente, numerosi sono gli alberghi e gli hotel ma non mancano campeggi, bed & breakfast, agriturismi e r.t.a.
Viareggio non è solo carnevale, mare e turismo, ma è anche una città piena di storia, testimoniata da monumenti e musei.
Durante il periodo estivo hanno luogo due importanti avvenimenti, il Festival Pucciniano, dedicato alle liriche del grande maestro Giacomo Puccini e una serie di eventi, sempre di prim'ordine che si tengono presso il teatro La Cittadella del Carnevale.
Per quanto riguarda i monumenti principali, se
si esclude la Torre Matilde fortezza che fu edificata dai
Lucchesi presso il porto canale nel 1534, attualmente Viareggio è completamente
moderna, e gli unici monumenti sono, oltre che all'insieme
urbanistico, gli edifici quasi tutti raggruppati sul lungomare
che dagli inizi del 1900 hanno conservato la struttura
originale.
Incamminandosi sul viale a mare è possibile
ammirarne uno tra i più illustri: il
Gran Caffè Margherita che ha avuto come suoi ospiti
Guglielmo Marconi, Ermete Zacconi e Giacomo Puccini.
Il
motivo di maggior interesse che caratterizza le varie costruzioni è l'Art-Déco,
caratterizzata da vaste decorazioni ceramiche genericamente
attribuite al Liberty.
Di questa corrente architettonica
fanno parte anche i Magazzini Duilio 48 (con la loro facciata
curvilinea sono uno dei più estrosi documenti superstiti),
la facciata del Bagno Balena, Villa Argentina, l'Hotel
Excelsior ed i timpani del Supercinema.
In questo periodo,
tra gli anni Venti e Trenta, spicca l'opera di Galileo
Chini come decoratore ceramista e dell'architetto Belluomini.
Di interesse architettonico è anche Palazzo Bernardini,
costruito nel Settecento come residenza estiva dei nobili
lucchesi omonimi, Palazzo Belluomini che fu reso famoso
per aver alloggiato Papa Pio VII in soggiorno forzato mentre
veniva tradotto in Francia come prigioniero di Napoleone
III.
Altri
edifici importanti sono Palazzo Paolina, fatto costruire
da Paolina Bonaparte, oggi sede di due musei, ed il Palazzo
della Cittadella, divenuto in seguito albergo Vittoria
dove soggiornarono Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni.
Presso la sala d'attesa della locale stazione ferroviaria
troviamo due dipinti, entrambi del 1936, opera di Lorenzo
Viani. Dello stesso autore è da ricordare anche
il Monumento ai Caduti, del 1927, situato in Piazza Garibaldi.
Una collezione del pittore e architetto viareggino è possibile
ammirare nella Pinacoteca Lorenzo Viani; essa raccoglie
anche alcuni quadri di Carrà, De Chirico, De Pisis
e Soffici.
Distante solo sei chilometri da Viareggio è Torre
del Lago ove si trovano la casa e la tomba di Giacomo Puccini.
Nella villa oggi trasformata in museo, il maestro soggiornò per
quasi trenta anni. Tutt'oggi vi sono conservati documenti
e cimeli del grande musicista.
La stria di Viareggio ha origini circa mille anni
fa; il suolo dove ora sorge una ridente cittadina, era
occupato dal mare. L'entroterra intriso d'acqua stagnante
e maleodorante, costituiva un'estesa palude infestata dalle
zanzare e dalla malaria.
Il territorio era lo sbocco al
mare dei lucchesi, che, nel 1171, dopo alcune dispute con
i pisani decisero di difenderlo costruendo un castello
cilindrico alto circa 40 m.. Vi si accedeva per una strada
per niente agevole che, più tardi prese il nome
di Viam Regiam.
Nel nome di questa strada, secondo alcuni,
sta il toponimo della città.
Nel 1460 i lucchesi
decisero di bonificare le terre circostanti, offrendo appezzamenti
di terreno a coloro, che sfidando la malaria, e le scorribande
dei pirati, partecipavano all'opera di bonifica affidata
a tale ingegnere Lionello che ottenne, per la verità,
scarsi risultati.
Nonostante le difficoltà climatiche
l'approdo era lentamente migliorato aprendo la via ai traffici
merci che dal mare arrivavano a Lucca. Per questo motivo,
e per timore dei vicini pisani, intorno alla metà del
1500, il
Senato di Lucca decretò la costruzione di una nuova
fortificazione più vicina al mare, che proteggesse
il canale. Si tratta della torre, ancora oggi perfettamente
conservata, conosciuta con il nome di "Torre Matilde".
Nei primi anni del 1600, Viareggio si poteva considerare
un vero e proprio centro abitato e così dichiarato "portofranco".
Nel 1617 divenne capoluogo della Vicaria del litorale.
Nel 1700, dopo ulteriori opere di bonifica, Viareggio conobbe
una notevole espansione territoriale e demografica favorita
anche dal fiorire di nuove attività come l'agricoltura
e la cantieristica navale. In questo periodo la città fu
elevata al rango di Comune con diritto di riunirsi a consiglio.
Con l'avvento dell'era napoleonica, sotto l'impulso di
nobili e signori, attirati dal clima e dai bagni di mare,
l'abitato fu arricchito di nuove e stupende costruzioni
architettoniche che, ancora oggi, fanno mostra di se per
le vie e le piazze del centro.
Anche se la balneazione
era praticata da tempo, i primi bagni risalgono al 1823,
infatti, furono aperti il Dori e il Nereo che in ogni caso,
non permettevano l'ingresso ai due sessi se non in maniera
separata.
Nel 1860 la Lucchesia e Viareggio entrarono a
far parte del Regno d'Italia.
Alla fine del 1800 sorsero
altri stabilimenti balneari come il Nettuno o il Balena
e il lungomare fu reso ancora più ricco e sfarzoso
da costruzioni in stile Liberty. In questo periodo Viareggio
ha acquistato una valenza culturale e turistica, che, né le
due guerre, né l'avvento del fascismo e la proclamazione
della Repubblica Italiana, hanno minimamente ossidato. |