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 E' ormai certo che i primi stanziamenti umani si siano verificati
in questa regione durante il Pliocene. Gli individui della stirpe
"Ligure" abitarono nelle grotte naturali montane o in quelle
scavate dal mare (allora il livello marino era molto più elevato
di quello attuale). I reperti rinvenuti nelle numerose caverne
tra le quali la Buca della Gigia e la Tana della Volpe, dimostrano che si trattava di tribù molto primitive ed arretrate,
che hanno ignorato i metalli lavorati e sono rimaste per secoli
in eccezionale stato di isolamento. Dapprima poco o nulla conobbero
della coltivazione dei campi, e, praticarono principalmente
la caccia, la pesca e la pastorizia transumante. Poi,
la progredita civiltà etrusca, che si estese fino a queste terre,
cominciò a far sentire un certo influsso che portò all'arte
della lavorazione dei metalli. In età susseguente al secolo
IV a.C., i Liguri Apuani, premuti dall'invasione gallica, si
spostarono verso il mare e respinsero il debole sbarramento
etrusco a nord di Pisa oltre l'Arno, mantenendo un atteggiamento
ostile avverso le tribù barbare. Nel 193 a.C. ebbe inizio un
conflitto che terminò nell'anno 180 a.C., quando i consoli romani
Marco Bebio e Publio Cornelio, forti di quattro legioni, costrinsero
i Liguri Apuani all'abbandono delle loro terre. (Quarantamila
donne e bambini vennero deportati nella campagna di Taurasi,
nel Sannio e vennero aiutate con centocinquantamila libbre d'argento.) Furono
poi sostituiti in Versilia da coloni romani provenienti da Luni
e da Lucca. Nel I secolo a.C., iniziò la bonifica della zona
litoranea, con l'esecuzione di alcune opere come la costruzione
di importanti opere pubbliche come le
"fossae Papirianae"
, parallele
alla medioevale
"via Regia"
. Poco distante, vicino al lago,
sorsero anche alcune ville romane. Presso tali ville, passava
la via consolare Aurelia, costruita nel 109 nel tratto Pisa-fiume
Magra, utilizzando alcuni tratti della via etrusco-ligure che
univa Pisa a Luni. Nel I e II secolo d.C., in seguito allo sfruttamento
delle miniere di ferro e di piombo argentifero, aumentarono
le possibilità di vita. Nello stesso periodo furono messe in servizio anche alcune cave
di marmo. Dopo il V secolo, S. Frediano, vescovo di Lucca, debellò
il paganesimo. Non appena venivano abbattuti i simulacri degli
Dei, sui ruderi degli stessi templi, fu edificata la prima chiesa,
detta chiesa madre o Plebana (da Plebs da cui
"pieve"
), la quale,
per avere il fonte battesimale fu dedicata a S. Giovanni Battista,
in unione a qualche altro martire, di cui vi era il segno della
reliquia nella pietra sacrale dell'altare. E' questo il caso
di S. Giovanni e S. Felicita di Valdicastello, di S. Giovanni
e S. Stefano di Vallecchia, come pure di S. Stefano di Camaiore,
di S. Ambrogio e S. Pantaleone di Elici e di S. Lorenzo di Massaciuccoli,
chiese che costituiscono le cinque pievi paleocristiane della
Versilia.
Nel
560 e 570, furono costruite dai bizantini due chiese. Si tratta
della chiesetta di S. Apollinare sul Monte Quiesa, (Giesa nel
dialetto tosco-ligure significa Chiesa) e di un'altra chiesa
che sorgeva presso Porta Beltrame e che, più tardi, fu fatta
demolire da Napoleone per allargare il piano stradale. (Probabilmente
apparteneva a quest'ultima il frammento di bassorilievo raffigurante
la Cervia attualmente collocato a Seravezza nella chiesa SS.
Annunziata). Dopo il mille, la dominazione romana cominci~ a
sgretolarsi, la situazione peggiorò quando, nel 570, i Longobardi
occuparono il territorio lucchese fino al fiume Versilia e successivamente
si rese ro padroni dei "fundi" di origine romana e li raggrupparono
in "massariciae" o "Masse", al cui centro v'era la "Sala" (corrispondente
alla latina "villa" o "fattoria"), che furono poi trasformate
in castelli fortificati. Sorsero
cos" "Massa Grausi" (da cui Massarosa), "Massa Cuccoli" (corrotta
in "Massaciuccoli"), "Sala Versiliae" (la Rocca dell'odierna
Pietrasanta), "Sala Vetza" (Seravezza), ecc.. A proposito di
quest'ultima cittadina, è interessante notare che il suo nome
non deriva dall'accoppiamento dei nomi dei due fiumi Serra e
Vezza, ma dalla dominazione longobarda di "Sala". L'antico borgo
chiamato Sala Vetitia, da cui passò al nome di "Sera Vetza",
soltanto per un'errata interpretazione filologica del suo toponimo,
da parte di un notaio, fu chiamata Seravezza; il notaio poi,
dividendo a metà il nome della cittadina, dette rispettivamente
ai due fiumi che ivi confluivano i nomi di Serra e Vezza. Per
quanto riguarda i possedimenti feudali, si hanno notizie soltanto
a partire dal secolo XI e ne risultano padroni i discendenti
del longobardi Fraolmo. Tra
tutti i Cattani, unici però ad avere uno specifico titolo nobiliare
sono i Visconti di Corvaia e di Vallecchia, riconosciuti capi
della consorteria versiliese. Questi, dopo varie vicissitudini
e lotte sanguinose, furono costretti, nel 1198, a giurare fedeltà
al comune di Lucca. Tra il 1219 e il 1226, durante il conflitto
con Pisa, Lucca ne approfittò per fortificare il castello di
Rotaio. Pisa invece, inviò soldatesche nella zona di Camaiore
e fece fortificare Montebello. La storia di Viareggio percorre
una strada a se stante dato che anticamente la zona dove adesso
sorge era completamente invasa da malsane paludi.
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